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ivan e boris si conoscono dai tempi del militare, insieme hanno superato la cecenia... da allora sono passati diversi anni e le loro strade si sono divise. ivan decise di diventare medico, boris divenne guardiano in una banca.
una volta boris,incontrando ivan per caso, gli raccontò di suo fratello alex. 
alex giocava ad hokey e due anni fa si trasferì in america. lì ebbe dei problemi con la mafia locale. alex chiese aiuto a david pain, una delle persone più potenti di chicago.
ma anziché dargli una mano, pain iniziò ad impadronirsi dei soldi dei contratti di alex.
boris raccontò che il suo capo isotov conosceva pain e poteva aiutare il fratello. il giorno seguente boris venne trovato morto... ivan decise di vendicarsi della morte dell'amico. per prima cosa decise di parlare con isotov. 
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ivan riuscì appena in tempo a saltar fuori dall'ascensore discendente che la cabina alle sue spalle si schiantò con un fragore spaventoso. il nostro personaggio si venne così a trovare nel seminterrato di una banca.
dritto in fronte a sé si rese conto di avere uno strano aggeggo simile ad una pistola col caricatore quasi vuoto. ivan aveva bisogno di uscire da quest'anfratto e di trovare isotov. 
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ci volle del tempo, dopo quest'oscuro anfratto, ad ivan per abituarsi al brillante chiarore delle finestre della banca. si scoprì in un'altra ala dell'edificio. l'ufficio di isotov si trovava qualche piano sopra di lui. 
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avendo chiarito con isotov, ivan uscì in strada. doveva prendere il primo aereo per l'america per vendicarsi di boris e aiutare il fratello. gli amici gli fecero documenti falsi e trovarono i biglietti dell'aereo.
qualche ora dopo il volo del nostro eroe arrivò a chicago. lasciando l'aeroporto, ivan prese un vicolo che avrebbe dovuto portarlo al club di richard pain. 
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un fortissimo colpo da dietro fece crollare ivan. qualche ora dopo riprese i sensi in una stanza ombrosa, senza armi e documenti.
ivan indovinò che si trovava nello scantinato del club di richard pain e che era stato trascinato lì dai banditi del capo della mafia. ivan era da solo, ma ad ogni momento avrebbero potuto entrare. decise di svignarsela dal seminterrato. 
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trovandosi sulla strada, ivan si diresse verso il centro città. il suo obiettivo era il grattacielo nel quale si trova l'ufficio di pain. ivan trovò l'indirizzo nella ricevuta che si trovava in mezzo ai rifiuti nel seminterrato del club notturno. 
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ivan guardò verso il grattacielo. l'ufficio di richard pain si trovava in uno dei più alti piani di quell'enorme edificio. ad ivan si prospettò un lungo cammino verso l'alto. 
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ivan ricordò le righe d'una poesia infantile: ssole, cielo azzurro, è tutto mio, nativo...", e superando l'ultima rampa di scale, si trovò nel piano desiderato. solo qualche vano di legno separava ivan dall'obiettivo verso il quale egli aveva teso tutto il tempo. 
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l'ultimo guardiano di richard pain stava sdraiato sul pavimento. avvicinandosi alla porta dell'ufficio, ivan vide il pallido capo della mafia al tavolo degli scacchi, indirizzò la canna d'una pistola dritto su di lui
e piano piano domandò: "ecco, dimmi, americano, che forza! forse nei soldi? e il fratello dice che è nei soldi... hai tanti soldi? e cosa poi? io penso che la forza risieda nella verità. chi è dalla parte della verità, quello è più forte.
tu inganni gli uomini, accumuli soldi. e allora, sei per caso diventato più forte? no, proprio no. perché dalla tua parte, verità non c'è. e la verità è dalla parte di coloro che tu hai ingannato, ciò significa che loro sono più forti. o no? 
i soldi che ivan ricevette da pain furono restituiti al fratello di boris. il nostro eroe in america non aveva più niente da fare: aveva fatto tutto ciò che voleva. venne il tempo di tornare a casa, in russia.
l'america, come un sogno indefinito, gradualmente si scioglieva nel fumo sotto l'ala dell'aereo... il più forte è quello dalla parte del quale sta la verità: la forza è nella verità!